sabato 30 maggio 2009

La profezia di Topolino


"...non c'è posto che non sia nel cuore di un deva o d'un angelo o d'una fatina perché ogni cosa nel mondo è preziosa..."
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Lo scritto seguente risale al settembre-ottobre 1996 e fu pubblicato su VIDA (una rivista di musica e cultura varia, in edicola fino al 1998) nel luglio ’97. Lo metto sul sito, senza cambiarne una parola, in quanto mi piace ancora e pur con diverse ingenuità e “foghe” forse un po’ fuori tono, mi sembra che abbia a tutt’oggi una sua validità. Il titolo richiamava un libro molto (troppo) popolare all’epoca: La Profezia di Celestino. Ultima nota: saranno anche stati miei personali deliri, ma sta per uscire, oggi nell’aprile 2001, un nuovo mensile Disney chiamato “Witch”… fate un po’ voi…

Gli sconvolgenti riferimenti a Zio Walt sono tratti da libri regolarmente venduti in libreria e verso i quali non mi sembra che la Disney abbia preso posizioni legali. Buona lettura.


Who rules over Earth? Mickey Mouse, naturalmente. Quando John Lennon dichiarò che i Beatles erano “più popolari di Gesù” (cosa, questa, che provocò i noti roghi dei loro dischi da parte della Destra cristiana), non si lasciò completamente andare all’egotismo; altrimenti avrebbe dichiarato: “Siamo più famosi di Topolino!”



Walt Disney –davvero cremato e dunque cenere alla cenere o ibernato in attesa di resurrezione, secondo una leggenda diffusa in certi ambienti- è morto ormai da 30 anni, ma la sua opera di omogeneizzazione dell’intrattenimento e del gusto “popolare” viene continuata con la medesima, intensa alacrità. Zio Walt, chicagoano classe 1901, meno che mediocre disegnatore, frequentò assiduamente i raduni del partito nazista americano, teoricamente solo per accompagnare un amico, Lessing, il quale contribuirà poi a convincere Disney a diventare informatore ufficiale per l’FBI a Hollywood.



Disney troncò immediatamente ogni rapporto –di lavoro e non- con quelle persone che avevano un comportamento “tipico dell’immoralità di marca comunista”; per esempio non rivolse più la parola al grande Spencer Tracy, perché quest’ultimo si era separato dalla moglie e aveva iniziato una relazione con Katherine Hepburn. Pure con Aldous Huxley, amico di Aleister Crowley, ebbe una vicenda analoga. Dopo essersi assicurato i diritti di Alice Nel Paese Delle Meraviglie, Disney diede ad Huxley l’incarico di sceneggiatore; incarico prontamente revocato non appena venne a sapere che il figlio di Huxley – Matthew- partecipava attivamente agli scioperi sindacali degli animatori. Zio Walt fu anche ricevuto da Mussolini, per il quale nutriva una profonda ammirazione ed era da quest’ultimo ricambiato, nella villa personale del Duce. Le striscie di Topolino & Co. non scomparvero in Italia durante l’autarchia e la proibizione di pubblicare fumetti stranieri, per preciso intervento del Duce, il figlio del quale era appassionatissimo del materiale disneyano.


Nel febbraio 1944 Walter Elias Disney fondò la Motion Pictures Alliance for the Preservation of American Ideals (MPA), che ebbe un ruolo importante durante i roghi maccartisti, con la benedizione e le simpatie dell’ultradestra cristiana. Lui stesso, del resto, era un “born again”, cristiano rinato fondamentalista. Al di là delle analisi spicciole sul “totalitarismo mediale” creato da Zio Walt, con le sue merci (così come avviene per altri prodotti/simboli/feticci) ed entrato prepotentemente nell’immaginario collettivo, grazie alla colonizzazione del territorio mentale planetario, vorrei ora esprimere le mie personali preoccupazioni in merito al felice sposalizio tra la filosofia disney e il fenomeno New Age.

Secondo me anche a questo si riferiva Jello Biafra – una delle menti più intelligenti che il punk (macché, che il pianeta!) abbia partorito- quando cantava di fascisti zen, nel brano “California Uberalles”. Per descrivere la new age non basterebbero una decina di volumi; banalizzando al massimo, posso dire che la filosofia new age è quel calderone sincretistico di credenze, di derivazione principalmente teosofica, sul quale tutto il mondo (noi compresi) si sta adagiando, considerandolo quasi una “evoluzione naturale” del corso delle cose. La Nuova Era (dell’Acquario), una dimensione principalmente spirituale, la morte della politica, reincarnazione, magia, occultismo, cristalloterapia, neopaganesimo, ecologia profonda, venuta del Cristo Cosmico, reiki, contatti con extraterrestri et similia… è un metanetwork –internet è una delle pacchie dei new agers- del quale fanno parte anche persone e/o gruppi che nemmeno sanno di farne parte.


La New Age, come i suoi portavoce più autorevoli tengono a sottolineare, non è un nuovo culto. Secondo alcune divertenti teorie cospirazioniste, invero di matrice Christian Right, lo scopo del “complotto” New Age sarebbe quello di preparare l’avvento del Nuovo Cristo – tesi questa sostenuta dagli stessi capi New Age -, che però sarebbe in realtà l’Anticristo. Inoltre la New Age sarebbe un revival del nazionalsocialismo e preparerebbe la prossima, durissima dittatura, insieme religiosa e politica, dell’Anticristo. Beh, c’è da dire che a parte le paranoie nazicristiane (questione di reciproca ruberia di clientela, suppongo), studiosi seri hanno rilevato stretti legami tra gruppi dell’ultradestra politca e New Age. In aggiunta alla somiglianza che alcuni “campi” della Nuova Era hanno con quelli dediti all’addestramento paramilitare, alcune “comunità” –sempre a detta dei soliti studiosi del fenomeno- si sono rivelate veri e propri covi di neonazisti tinti di arcobaleno… Anche alcuni gruppi italiani di estrema destra hanno abbracciato la New Age (M. Introvigne: “I Nuovi Culti”).



Non sono così catastrofista e posso pure provare una certa epidermica simpatia per il sentimento ancticristiano, anche se ci tengo a sottolineare che trovo che TUTTE le religioni siano oppressive e sostanzialmente antiumane, quale più quale meno. Nonostante ciò la mia personale e semplice (banale?) “teoria” è che la New Age non sia un sistema filosofico da “prendere o rifiutare”, ma un apparato internazionale tutt’altro che soft per spillare denaro (tanto, tantissimo…), per appiattire e omologare le coscienze e che il tutto sia funzionale all’attuale sistema. E la Disney ne è parte attiva e promotrice. Si mormora in giro che fu l’eroina di mafia e CIA a distruggere il “Movimento” americano; la New Age preme molto sul fallimento della politica, sulla morte e sul superamento dell’azione politica individuale e collettiva, punta su una visione uniforme e “magica” del mondo, il riflusso nel privato; il potere, qualunque potere, non può che gongolare di fronte a proposte simili.


Moltisismi santoni e santone New Age provengono dalle fila dei sessantottini, ma questo non sembri una contraddizione con il “destrismo” fin qui attribuito ai metanetwork: i vari Ferrara, Liguori and Co. da dove arrivano? Ma torniamo a Zio Walt, o meglio alle industrie Disney.
Ci sono Paesi, quelli scandinavi per es., nei quali le pubblicazioni disneyane hanno più un carattere filologico per appassionati adulti e si basano essenzialmente su ristampe di materiale antico (Barks ecc.); non così in Italia, mecca particolarmente lucrosa per la Disney. In Italia esiste una produzione autoctona di storie che tutto il mondo ci invidia, la qualità delle quali è innegabilmente superiore (ne sono un fan), e proprio questa è la nazione dove il matrimonio Disney-New Age è a parer mio più solido e riuscito.

Sarebbe interessante un’analisi dettagliata su quelle che sono le regole interne: posseggo una videocassetta contenente interviste a giovani e/o futuri autori, realizzata all’interno dell’Accademia Disney di Milano, puntellate da interventi del patron G.B. Carpi; è impressionante l’atmosfera letteralmente monacale, da “culto deviato”, che aleggia all’interno dell’Accademia, nella quale tra l’altro si intuisce come non sia possibile apportare idee e creatività personali che si distacchino minimamente dalla filosofia “New Age” della Casa Madre. Vengono esposti concetti quasi fideistici e scopo dell’Accademia sembrerebbe essere quello di tarpare ali, oltre che –suppongo- di abbassare i costi eliminando per quanto più possibile collaborazioni free lance o di autori non troppo allineati.


Le idee New Age sono trionfanti soprattutto da quando la buonissima Elisabetta Penna ricopre il ruolo di “censore maximo”. Avete notato da quanti anni non compare un, chessò, pollo arrosto nelle tavole imbandite dei nostri personaggi preferiti? Lo stretto vegetarianesimo, infatti, una delle ferree regole imposte agli autori italiani dalla signora Penna, o da chi per lei. Vengono anche modificate vecchie storie, che sono ristampate in modo consono ai dettami new age e per adeguare le pubblicazioni al roseo buonismo e al politically correct: pellicce che diventano “ecologiche” (su storie magari degli anni ’50!); piantagioni trattate biologicamente; homeless divenuti tali per loro stessa scelta e salvati da un irriconoscibiule Paperone (il mio Mito Personale…); cristalloterapie; Amelia che diventa buona e amica dei bambini (bah!).



Su MINNI, il mio mensile Disney favorito, nel num. 7, risalente più o meno a tre anni fa, c’è una puntuale e precisa descrizione dell’Aldilà che sembra essere stata presa pari pari da uno dei libri di Rosemary Altea, una delle santone New Age più in voga; la descrizione non lascia nulla all’intuito, niente al mistero e ricalca con una fedeltà assoluta le idee sull’Aldilà propugnate dai più influenti autori della Nuova Era. Pure l’angelologia dilagante, fenomeno sincretistico e multimiliardario (una seduta di channeling per parlare col proprio spirito guida, o angelo, dura circa 10 minuti e costa circa 100mila lire, tanto per dire…) di cui la New Age è stata intensa e appassionata promotrice, è stata oggetto di bellissime storie da parte della Disney Italia. La fantasia e la catartica crudeltà dei nostri eroi hanno subito un taglio netto e una durissima censura, che hanno quasi spento le risate e gli “eccessi nervosi” che ci facevano così bene; sono sparite la paura, l’emozione, la magia fantastica e personale (sostituita da magia standardizzata da manuale per adepti new age); spariti persino gli “squeck” e “sbaraquack”. L’Età dell’Acquario su carta ecologista, la Profezia di Topolino. (Ci consoleremo con gli Animaniacs?).
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Orlando Furioso - pubblicato nell'aprile 2001 (scritto nel 1996)


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