sabato 30 maggio 2009

La Principessa Zaffiro


La Principessa Zaffiro
("Ribon no Kishi")

di TEZUKA OSAMU 

*
*3 volumi brossurati, sovraccoperta, b/n,
circa 200 pagg. l’uno

Hazard Edizioni

Lire 19.000 cad.



Non è un caso se Tezuka Osamu è stato definito "il Dio dei manga" e la sua ex casa è considerata una sorta di tempio dai suoi innumerevoli fan: infatti dal 1994 nella cittadina di Takarazuka (dove l'Autore trascorse gran parte della giovinezza) ha sede il Museo Tezuka. 

Poco prima della morte di Tezuka sorse in Giappone un piccolo "movimento" con lo scopo di far assegnare al Maestro il premio Nobel per la Letteratura e quando scomparve, nel 1989 a 71 anni, fu un lutto nazionale. La sua capacità affabulatoria è stata ormai riconosciuta in tutto il mondo (anche da molti detrattori dei manga); la sua sfrenata fantasia ha fornito cibo per l'anima a milioni e milioni di lettori e molte delle sue opere sono state finalmente tradotte in diverse lingue. 


Nella storia del fumetto mondiale il nome di Tezuka occupa un posto di grandissimo rilievo, e tale e tanta è l'influenza che questo Autore ha avuto e continua ad avere, che moltissimi fumettisti e mangaka si fregiano dell'onore di porlo tra le prime fonti di studio e ispirazione. Tantissime sono le opere prodotte da questo mangaka, instancabile e prematuramente scomparso, molte delle quali grazie a case editrici di qualità sono ora a disposizione -finalmente- nella nostra lingua e in edizioni ottime e filologicamente corrette.

La Principessa Zaffiro, lo splendido manga di cui si va a parlare, non è certamente un'opera profonda come Budda o La Storia dei Tre Adolf, è anzi considerata un'opera "minore", Eppure quest’opera riveste una grande importanza anche perché molti critici assegnano proprio alla Principessa Zaffiro la palma di primo shojo manga della storia. 

Non è però unanime l’accordo con questa considerazione, adducendo da molti il fatto che non tutti i canoni classici dello shojo sono qui presenti. 


Ricordiamoli, questi shojo-cliché in perfetta funzione da oltre quarant’anni: un disegno che privilegia i lineamenti sottili, femminei, delicati; l’assoluta prevalenza di situazioni drammatiche e sentimentali, nelle quali la ragione è dominata dal sentimento; le decorazioni floreali, presenti sia in vignetta che extra-vignetta, che stanno a significare una sorta di “poesia” del linguaggio, come un’aggiunta di romanticismo; la scarsa presenza di azioni umoristiche che, quando presenti, hanno la sola funzione di sdrammatizzare per un istante la (generalmente pesante) situazione o meglio ancora: servono a far rilassare il lettore. 
Queste sono le regole canonizzate, ma ricordiamo sempre che chi le ha praticamente inventate è stato proprio Tezuka! 

 Ne La Principessa Zaffiro questi cliché possono essere più o meno presenti, ma quel che è certo è che l’opera ha dato una svolta fondamentale al manga e lo shojo, attuale e non, le deve moltissimo.

Una prima versione del manga uscì nel 1954 sulla rivista Shojo Club; ci fu un seguito nel 1959 e infine l’opera venne completamente riscritta e rivista e fu serializzata su Nakayoshi dal 1963 al 1966. 

E’ proprio quest’ultima versione, certamente la più matura e completa, quella pubblicata dalla Hazard Edizioni, la casa editrice che distribuisce in Italia le opere del Maestro Tezuka. 
Tre corposissimi volumi di oltre 200 pagine l’uno; ogni volume è corredato di note esplicative sul linguaggio usato in questo splendido manga: la lingua ha infatti una grande importanza (come vedremo meglio tra poco) nella storia della principessa dai due cuori. Vediamola in breve questa storia che ha avvinto milioni di lettori e lettrici nel mondo.

A causa di un angioletto pasticcione, Tink, nella famiglia reale di Silverland nasce un pargolo… dotato di due cuori: uno maschile e uno femminile. Leggi retrograde impediscono che a Silverland una donna possa salire al trono, quindi il re e la regina allevano Zaffiro come fosse un maschietto (in pubblico), permettendogli di indossare abiti femminili soltanto nel segreto del palazzo.

[Se tutto ciò vi ricorda una certa Lady Oscar… ebbene vi sbagliate: Zaffiro è di molti anni precedente al capolavoro della Ikeda!] 
Il granduca Duralmin, in combutta col perfido sir Nylon, cerca in tutti i modi di provare la femminilità di Zaffiro, per poter far salire al trono suo figlio, l’inetto Plastic

Contemporaneamente Dio ordina all’angelo Tink di scendere sulla Terra per aggiustare il pasticcio del doppio cuore e rendere Zaffiro una vera ragazza. Durante una festa alla quale si presenta con una parrucca dai capelli soavi, Zaffiro conosce il principe Franz Charming del vicino regno di Goldland… 
Da qui si dipaneranno fantastiche avventure, dense di continui colpi di scena, durante le quali sia Zaffiro che gli altri protagonisti vivranno momenti terribili e apparentemente senza scampo. S’incontreranno streghe malvagie, re e regine, demoni e spettri, pirati, persino il diavolo: Satana in persona! 


Interessante e divertente è inoltre la commistione tra religioni: Dio, il dio cristiano (raffigurato come un simpatico vecchietto) convive in un mutiforme pantheon insieme a divinità greche, semidei, eroi, cavalli alati e chi più ne ha più ne metta. Un caos in cui vengono tirate le fila di trame e molteplici sottotrame, che alla fine della storia ci regaleranno un finale lieto. 

La lettura di questo bellissimo manga, nel quale tra l’altro è delizioso stare a guardare gl’infiniti particolari che Tezuka inserisce quasi in ogni vignetta, ci fa immergere in un mondo di fiaba pieno di emozioni e nel quale il concetto di “noia” è completamente assente; il Maestro ci accompagna per mano nel regno della fantasia badando bene a non chiederci l’età: sia che siamo bambini, ragazzi o adulti, possiamo per qualche ora accedere a questo fantastico mondo, entrando forse più facilmente in contatto con la nostra parte più sognatrice e, in sostanza, più vera. Il nostro consiglio, che viene dal cuore, è quello di procurarsi questi tre magnifici volumi, staccare la tivù e lasciare che le immagini e la storia de La Principessa Zaffiro danzino davanti ai nostri occhi, solo per noi. Da 1 a 10: 10.

Orlando Furioso - Novembre 2001