sabato 30 maggio 2009

La Madonna della Ghirlanda



La Madonna della Ghirlanda

di Chiho Saito


Star Comics, collana “AMICI”

trimestrale, brossura, b/n, 192 pagg.

Lire 6000

Chiho Saito, nata a Tokyo il 29 giugno di non-si-sa-che-anno, è una delle mangaka più amate: legioni di fan attendono con trepidazione ogni suo nuovo manga e anche in Italia, grazie alle edizioni Star Comics, abbiamo potute leggere le sue romantiche storie. 

Il genere in cui la Saito eccelle è lo shojo (il manga d’amore serializzato nelle riviste per ragazze, possiamo riassumere così il termine). 
Dati di vendita a parte, basta girare in qualsiasi newsgroup o ascoltare i discorsi delle ragazze nelle fumetterie, per poter rendersi conto dell’enorme popolarità di cui questa autrice gode anche da noi: Kanon e Utena, pubblicati sempre da Star Comics, hanno suscitato critiche positive un po’ ovunque e hanno avvicinato al genere shojo anche molti ragazzi. 

Diciamo subito che uno dei tratti distintivi dei manga di Saito, e anche La Madonna della Ghirlanda (“Kakan no Madonna”) non fa eccezione, è il disegno: un segno magnifico e ricco, certamente influenzato dalle migliori mangaka classiche – la Ikeda di Lady Oscar su tutte - perfetto in tutte le sue manifestazioni, curato fino all’eccesso e con un’attenzione particolare ai dettagli “marginali” (la cornice di un quadro, la testiera di un letto, i finimenti di una cavallo…). 

Un disegno che naturalmente non si discosta dagli stereotipi canonizzati del genere shojo, ma ciò non è necessariamente un limite: le prospettive, le scansioni della tavola, i paesaggi e tutto il resto denotano una felicissima padronanza tecnica-artistica da parte dell’autrice.

E c’è un’altra caratteristica decisamente positiva e cioè la presenza non eccessiva, anzi parca e discreta, degli “intermezzi comici”, di quelle vignette cioè in cui – per accentuare una situazione generalmente d’imbarazzo - i volti e le anatomie dei personaggi si deformano e si stravolgono, enormi goccioloni di sudore compaiono ovunque e gli occhi(oni) si fanno grigi o assenti, stemperando così la drammaticità del momento. Saito sceglie dunque di approfondire il discorso drammatico, permettendo così al sentimento di emergere sempre e comunque; questo pare aver pagato in termini di popolarità.


Ricordiamo ancora che il primo lavoro dell’autrice è del 1982 (“Ken to Mademoiselle” – La Spada e Mademoiselle) e che nei 19 anni successivi ha prodotto oltre sessanta volumi di manga… 

I personaggi maschili dei manga di Saito sono sempre affascinanti, bellissimi e dolenti e le loro espressioni non hanno mai “vie di mezzo”. Per l’aura “maledetta” e la fortissima carica erotica con le quali Chiho Saito ammanta i protagonisti maschili dei suoi manga, in internet e nell’editoria amatoriale si è sviluppata una vera e propria proliferazione di produzioni shounen-ai/yaoi, anche se lei stessa non si è mai dedicata al genere propriamente shounen ai.

Tornando a La Madonna della Ghirlanda, la storia si svolge in un Paese che da sempre affascina i Giapponesi in quanto luogo esotico, misterioso e pieno di bellezza: l’Italia. Naturalmente, come l’ottima Barbara Rossi non manca di ricordare in un breve editoriale, scopo della Saito non è di fare del documentarismo storico! E’ incredibilmente difficile concepire una storia ambientata in un Paese e in un’epoca dal quale si è separati per distanza, background, tradizioni e concezioni…


Ma “le imprecisioni storiche o le aggiunte fantasiose comunque non rendono meno interessante e affascinante questa bellissima storia di avventura e d’amore”, conclude la Kappa Girl. La storia è ambientata nell’Italia rinascimentale del XVI secolo: protagonista è Leonora, una bellissima, coraggiosa, intraprendente e non convenzionale ragazza padovana, figlia di un nobile (economicamente) decaduto che la concede in sposa a Messer Paolo, figlio del re di Padova e interessato a lei soltanto per il misterioso legame che lega Leonora al misterioso dipinto della Madonna della Ghirlanda, eseguito da Leonardo da Vinci un decennio prima. 


Il primo nome che viene spontaneo all’inizio della lettura del manga è, ancora, Lady Oscar (Leonora è un’ottima spadaccina, talvolta rimpiange l’esser nata donna e nel corso della storia ricorrerà a un travestimento maschile…), ma nel prosieguo della narrazione le affinità si stemperano e l’originalità del racconto prende felicemente il sopravvento. Leonora suo malgrado accetta il volere del padre, solo per scoprire – durante la prima notte di nozze - i loschi scopi del novello marito: lei sarà “la chiave” tramite la quale Messer Paolo schiuderà il mistero della Madonna della Ghirlanda, in modo da ritrovare la leggendaria Spada di Smeraldo e diventare così il re d’Italia!


Comincia allora la fuga della fanciulla dai capelli d’argento che, travestitasi da ragazzo, incontrerà il bellissimo Messer Falco, esiliato re di Napoli, mettendosi al suo servizio e sentendo subito per lui una forte attrazione. Falco, d’altro canto, nonostante il travestimento di Leonora, percepisce anch’egli una strana tenerezza nei confronti di “Leo” (tale è il nome con cui gli si presenta Leonora). Fanno inoltre la loro comparsa già in questo primo volumetto anche Leonardo da Vinci, Raffaello Sanzio, il malvagio Cesare Borgia figlio del papa.


Questo primo numero invoglia decisamente alla lettura, che non si fa mai noiosa o povera di colpi di scena: la narrazione scorre veloce (particolarità non sempre presente nei manga…) e permette di trascorrere una buona mezzora di svago e intrattenimento divertente e appassionante. Aspettiamo con ansia l’uscita degli altri sei volumetti, affidandoci alle sempre ottime edizioni Star Comics. 


Orlando Furioso - Luglio 2001