sabato 30 maggio 2009

Destino: cronache di morti annunciate


Sandman presenta: Le Terre del Sogno
"Destino: Cronache di morti annunciate" 


di A. Kwitney (testi),
K. Williams, M. Zulli, R. Guay (disegni)

bross., colore, pagg. non numerate


MAGIC PRESS

Lire 24000

"Iniziamo con un avvertimento: bisogna essere leggermente ipocondriaci per apprezzare in pieno questa storia" [Alisa Kwitney, dall'Introduzione al volume]

Destino, il più antico degli Eterni, ha un figlio. Glielo ha generato Teodora, ballerina e puttana di bordello riuscita a divenire imperatrice di Bisanzio, temuta sposa di Giustiniano. Giovanni, eterno ragazzo, vagherà per l’Europa e per i secoli insieme a Paladin, il cavallo bianco, col suo doloroso carico di morte nera, raggiungerà infine gli Stati Uniti di un vicino futuro con la speranza di recuperare una libertà mai posseduta. Porta con sé una pergamena, pagine strappate dal Libro del cieco Destino, con la quale cercherà di disseminare per il mondo briciole di salvezza. Tutte le strade, alla fine, portano al Giardino di Destino.



Alisa Kwitney mi ha stupito. Avevo avuto parole dubbiose per l’ultimo suo lavoro che avevo letto, ma dopo questo Destino: Cronache di morti annunciate mi ricredo totalmente e felicemente. Sempre che l’espressione “felice” possa essere anche solo sfiorata dopo la lettura di questa storia, che non ha in sé neppure un barlume di gioia. Non è (stata) una lettura semplice, per le tematiche trattate, per lo spirito cupo, opprimente e di morte che si respira per tutto il libro, per l’immane dolore che ogni figura, protagonista o semplice comparsa, porta con sé durante tutto il racconto, il romanzo.


Una lettura che lascia fiacchi e spiazzati, in essa non vi si trova assolutamente nulla di dolcemente confortante: stavolta il Mito ferisce fin nel profondo. In questo romanzo a fumetti la Kwitney si cimenta con una narrazione che avviene a diversi livelli temporali: c'è il diario di Ruth Knight che descrive il vicino futuro nel quale è ambientata una parte della storia; ma è solo una delle voci narranti e corre parallela alle altre voci e alle altre storie. Ci sono le parti scritte della pergamena del Libro di Destino, di difficile interpretazione per i mortali. E infine il racconto di Giovanni, o John Ryder, che spazia tra le epoche di un Medio Evo devastato dalla Morte Nera, la peste. Attoniti e ormai disumani spettatori delle tristi profezie di John Ryder, gli abitanti di una cittadina americana nella quale i sopravvissuti alla Morte Nera "vivono" come fantasmi, immersi nel terrore e nell'odio. D'altronde ormai "Manhattan è un cimitero, e lo stesso è per Boston"...

Che prezzo sono disposti a pagare i mortali per sapere cosa è contenuto nelle pagine strappate dal Libro di Destino? Alisa Kwitney con un abile lavoro di scrittura, tesse i fili e li intreccia in un tutto organico e terribile, affascinante. Nonostante la complessità degli accadimenti e i flussi temporali e spaziali che s'incrociano, la lettura non si fa mai confusa e i dialoghi, perfetti e crudi, risultano assolutamente riusciti. Anche qui, come già negli ultimi volumi collegati al mondo del Signore dei Sogni, la storia si regge da sé e per leggerla e apprezzarla non c'è bisogno di aver letto nulla di particolare, precedentemente.


Non sarà difficile intuire la statura e il ruolo di Destino - il maggiore degli Eterni - anche a chi non abbia mai avuto dimestichezza con i Sette Regni, e questa è una premessa ottima per invogliare nuovi lettori e nuove lettrici, che non si dovranno così spaventare, data la quasi totale assenza di riferimenti a una serialità "da iniziati". Dopo la fine di The Sandman sono stati fatti molti tentativi di restare "all'interno" della serie principale, quella scritta da Gaiman in persona, e i successi in questo caso non sono stati sempre eclatanti, così come la qualità delle storie. Davanti alla grandezza dell'opera originaria e della pesante eredità da portare avanti, oltre all'estrema difficoltà di conciliare il rispetto della serie con la creazione e l'interpretazione personale, diversi autori hanno fatto dei passi falsi.




Ecco perché, in effetti, in questa storia Alisa Kwitney non fa mai riferimento al pantheon, alla cosmogonia di Gaiman e lo stesso Destino non "interviene", restando impassibile ed emblematico. La parte grafica del romanzo è affidata a un team di disegnatori a dir poco eccellenti, che riescono come nessun altro a evocare vividamente (e lividamente) le descrizioni della Kwitney. Stiamo parlando di Kent Williams, Michael Zulli, Scott Hampton e Rebecca Guay. Tutti già conosciuti ai lettori Vertigo. 

Ognuno di questi disegnatori illustra una parte specifica della storia; non un capitolo, ma un proprio specifico scenario: il magnifico Zulli disegna Giovanni e Teodora a Bisanzio, l'incontro dell'imperatrice, quand'ancora era una prostituta, con Destino, la prigionia del Figlio. Già conosciamo il suo tratto sottile e dettagliato, apparentemente antimoderno, pieno di forza romantica. Il trentottenne Kent Williams, pittore e illustratore per riviste internazionali (splendidi i suoi lavori per Playboy), già premiato a Lucca, padrone di un portfolio ricchissimo di esposizioni e mostre, cattura - come dice la Kwitney - un gotico strano e perfetto nelle sue modernissime figure.

Il suo John Ryder inquieta, pieno di mistero e dolore; le atmosfere della cittadina americana sconvolta dalla peste, l'abbrutimento dei suoi sopravvissuti, il dolore vissuto nel viso di Ruth Knight trovano in Williams l'ideale descrittore. Anche le cover della miniserie sono opera sua.
Il quarantaduenne Scott Hampton, conosciuto in Italia anche per la miniserie Lucifer - su Vertigo Presenta -, racconta l'intermezzo medievale con disegni forti e puliti, dipinti con una cura per il dettaglio che denota un'accurata documentazione storica; ciò nonostante le sue tavole sono quanto di meno "documentaristico" si possa immaginare. Una gioia per gli occhi. 



La conosciutissima Rebecca Guay disegna la parte finale del romanzo a fumetti, una parte puritana e intensa, splendida come le sue tavole dai colori così particolari. Rebecca Guay è un idolo di tutti i giocatori di Magic e di altri notissimi giochi di ruolo: le sue delicate illustrazioni fantasy riprodotte sulle carte hanno incantato i fan di tutto il mondo (è praticamente un idolo in Giappone, per esempio). Si provi a inserire il suo nome su un qualsiasi motore di ricerca e si resterà certamente sbalorditi dall'immensa quantità di materiale esistente a suo nome. Questo volume non può deludere i lettori e le lettrici attenti, maturi e sofisticati. Un libro prezioso da avere nella propria biblioteca, non necessariamente in quella riservata ai fumetti.
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Orlando Furioso - Luglio 2001


"Ora andate. Soffrite. Divertitevi." 
Alisa Kwitney